L’età romana

In età arcaica i centri di Fidenae e Crustumerium rivestirono un ruolo di notevole importanza politica ed economica. La posizione strategica, a dominio della valle del Tevere e dei percorsi di collegamento tra Etruria e Campania, consentì alle due città di raggiungere ricchezza sviluppo e splendore. I popoli confinanti (Sabini, Etruschi e Romani), comprendendo l’importanza strategica del suddetto territorio, entrarono presto in conflitto per contenderselo. Secondo alcune fonti storiche, sin dai tempi di Romolo, Crustumerium e Fidenae entrarono in contrasto con Roma. Livio e Dionigi d’Alicarnasso documentano la guerra a seguito del ratto delle sabine, che contrapponeva le città di Caenina, Crustumerium e Antemnae all’Urbe. I Crustumini, in seguito alla sconfitta, furono deportati a Roma e il loro territorio fu spartito tra i coloni romani.

Secondo Livio la definitiva conquista da parte romana di Crustumerium risale al 500-499 a C. e quella di Fidenae al 426 a. C.. L’influenza culturale che esercitò l’Urbe è riscontabile già in epoche precedenti, come testimoniato dal ritrovamento a Fidenae di un’antefissa realizzata in stile romano e ritraente la divinità Iuno Lanuvia.

Espugnata Veio nel 396 a. C. Roma conseguiva l’egemonia sull’Etruria meridionale. A seguito di questi eventi la zona fu soggetta ad una crisi economica e demografica che determinò il progressivo abbandono della via che da Veio conduceva in Campania attraverso i centri di Gabii e Preneste. L’istituzione della tribù dei claudii, a nord dell’Aniene, e della tribù clustumina, nella zona di Crustumerium, sancisce il possesso romano di questi territori e ne determina il nuovo assetto.

Nel 390 a. C. l’esercito romano, nel tentativo di arrestare l’avanzata gallica, si schierò nei pressi del Fiume Allia, che all’epoca costituiva il confine settentrionale dell’Urbe.