L’antica città di Crustumerium

La storia

Crustumerium è un’antica città latina, affacciata sul Tevere, tra Eretum (nei pressi di Monterotondo) e Fidenae. Fino a pochi decenni fa si ignorava ancora l’ubicazione della città. Solo grazie alle ricognizioni effettuate da Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli tra il 1974 e il 1976, si è potuto localizzare l’antico centro sulla collina della Torretta e di Campo Grande alla Marcigliana. Crustumerium è situata su un pianoro difeso naturalmente su tre versanti e posto in posizione strategica a controllo della valle del Tevere e di quell’antichissimo tracciato viario che in età romana prenderà il nome di via Salaria.

La città visse il suo massimo splendore tra l’XI e il VI sec. a.C. e, già nella prima età del ferro (X – IX sec. a.C.), l’insediamento, costituito da capanne, occupava una superficie di 60 ettari.

In età romulea Crustumerium compare secondo, Virgilio (Eneide, VII, 629-631), tra le cinque città che procurarono le armi per combattere Enea. Il centro è menzionato anche da Dionigi e Livio come una delle città che, con Antemnae e Caenina, subirono il celebre “ratto delle sabine”. Nella guerra scoppiata in seguito all’episodio, Crustumerium si schierò contro Roma al fianco delle due città sopra citate. Immediata fu la controffensiva romana che si rese concreta con l’occupazione delle tre città alleate.

Questa sconfitta portò Crustumerium a stringere un accordo di tregua con l’Urbe; alleanza testimoniata dalla vicenda che vide i Crustumini donare viveri a Roma, colpita da una carestia, ma mai giunti a destinazione perché sequestrati da Fidenae.

Agli inizi del VI sec. a.C., la città fu di nuovo sottomessa per mano di Tarquinio Prisco e, successivamente, con la capitolazione della città nel 499 a.C., l’agro di Crustumerium fu incluso nei domini di Roma.

Proprio l’agro di Crustumerium fu luogo negli anni successivi degli scontri tra Romani e Sabini.

Dalla metà del V sec. a.C., a causa del crescente spopolamento del centro, Crustumerium non ebbe più la rilevanza precedente. Inoltre, con la conquista nel 396 a.C. di Veio da parte dei Romani, il collegamento viario tra l’Etruria e la Campania, vitale per l’economia di Crustumerium, fu interrotto provocando il crollo definitivo della città.

Lo scrittore del I sec. d.C. Plinio il Vecchio, collocò Crustumerium tra le città latine situate nella Regia prima augustea, quando il centro era già da tempo scomparso.

Le evidenze archeologiche rinvenute

 L’abitato

Gli scavi effettuati fino ad ora nell’area dell’abitato hanno portato alla luce un pozzetto scavato nella roccia (830-770 a.C.), resti di un edificio e di un forno (VII-VI sec a.C.), tracce di un asse stradale e resti di mura in blocchi di tufo.

 

Le necropoli

Due sono le aree sepolcrali in cui si è scavato regolarmente: Monte Del Bufalo e Sasso Bianco.

La prima è posta in prossimità di quello che si presume essere il limite urbano. L’altra si trova nella più vasta area di Campo Grande, vicino all’attuale via Salaria.

Le necropoli erano costituite da un numero elevato di tombe (più di un migliaio) di diversi tipi, databili tra il IX e il VI sec. a.C., che racchiudevano ricchi corredi con anfore, tazze e vasi dalle fatture singolari, uniche nel loro genere.

Per saperne di più sull’antica città di Crustumerium, visitate lo straordinario sito realizzato dall’Istituto di Archeologia dell’Università olandese di Groningen (GIA), “The People and the State Archaeological Project.

Crustumerium-carta di Gell

 

Il sito della necropoli di Monte del BufaloIl sito della necropoli di Monte del Bufalo.Il sito della necropoli di Monte del Bufalo2Il Casale di Cisterna Grande, di proprietà della Soprintendenza, nei pressi della necropoli di Monte del BufaloIl Casale di Cisterna Grande, di proprietà della Soprintendenza, nei pressi della necropoli di Monte del Bufalo.Il Casale di Cisterna Grande, di proprietà della Soprintendenza, nei pressi della necropoli di Monte del Bufalo2